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Progetti di ascolto 2017-10-13T15:19:50+00:00

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Progetto di ascolto, orientamento ed empowering familiare

Sul territorio vigevanese non esistono ancora esperienze associazionistiche di sostegno alle famiglie con bimbi disabili. Nel contempo i dati dell’ufficio scolastico per la Lombardia rilevano la presenza, solo nella città di Vigevano, di 70 bambini con disabilità tra scuola dell’infanzia e scuola primaria. Nell’ultimo anno sono pervenute all’AIAS, che negli ultimi decenni si è occupata prevalentemente di disabilità adulta,  numerose richieste di informazioni,  orientamento e consulenza da parte di giovani genitori con figli disabili in età pre-scolare e scolare. I genitori lamentano una situazione di carenza dei servizi specialistici territoriali di cura e di riabilitazione, carenze nell’assistenza scolastica e nel sostegno educativo e soprattutto senso di isolamento e  disorientamento rispetto allo sviluppo evolutivo dei propri figli. Dai contatti e dalle richieste emerge il bisogno di essere informati e orientati rispetto ai diritti, propri e dei propri bimbi disabili, e alle opportunità del territorio ma anche, soprattutto per quanto riguarda i genitori con bambini ancora in età prescolare, la necessità di un supporto psicologico ed emotivo per superare la sensazione di impotenza e spaesamento che le famiglie si trovano ad affrontare, spesso, totalmente sole.

Obiettivo del progetto

è l’incremento delle competenze genitoriali delle famiglie con figli disabili in età evolutiva attraverso interventi di sostegno e di  empowering familiare. Tale obiettivo generale si declina nei seguenti obiettivi specifici:
1. Orientare e informare le famiglie in relazione ai bisogni emergenti: consulenza legale, educativa, informazioni sulle opportunità di accesso ai servizi, alle leggi/contributi in sostegno alla famiglia.
2. Promuovere il confronto costruttivo tra le famiglie che le aiuti a superare il senso di inadeguatezza e di isolamento, e favorisca lo scambio di idee, emozioni e l’individuazione di percorsi comuni.
3. Formare le famiglie in relazione ai compiti di cura familiare, con particolare riguardo alle problematiche della disabilità infantile e dell’età evolutiva.
4. Accogliere e sostenere le famiglie nell’elaborazione dell’ evento traumatico e nella costruzione di un progetto di vita per se stessi e per il proprio bambino
5. Sensibilizzare e informare i servizi del territorio, i medici pediatri e le agenzie educative sulle opportunità di orientamento e sostegno per genitori con figli disabili in età evolutiva, disponibili presso la sede dell’associazione.

Attività Ob.1.  Orientamento e informazione:
1.1. Istituzione di un Punto di raccolta di dati, testi, informazioni, esperienze, buone prassi.
1.2. Costruzione di una banca dati per la rilevazione dei bisogni e delle risorse al fine di orientare le future iniziative dell’associazione e delle Istituzioni. La raccolta e l’elaborazione dei bisogni inizialmente interesserà  15 famiglie coinvolte all’avvio del progetto ma successivamente si arricchirà con l’apporto dei nuclei familiari  che usufruiranno dei servizi offerti durante tutto l’arco dell’anno.
1.3. Apertura di uno sportello informativo e di orientamento rivolto alle famiglie con  figli disabili in età evolutiva. Lo sportello, aperto due giorni alla settimana, sarà  gestito da un operatore e da 2 volonrari/familiari. Le famiglie potranno accedervi sia per richieste di informazioni e consulenze, sia per consultare il materiale di documentazione.
1.3.1. Attivazione di un servizio aggiuntivo di  “baby parking”, per favorire l’accesso e l’utilizzo del servizio e quindi esclusivamente rivolto alle famiglie durante i momenti di fruizione dei servizi dello sportello informativo e di orientamento. I genitori, nelle ore di accesso allo sportello possono richiedere, su prenotazione, il supporto del servizio per il tempo necessario.
Attività Ob.2.: Promozione di un “gruppo di confronto” guidato da figure di facilitatori (educatore e volontario) finalizzato  alla costruzione  di uno spazio di condivisione e di micro-progetti comuni. Il gruppo si riunirà una volta al mese. Dagli incontri potranno emergere temi di interesse comune da sviluppare, attraverso l’apporto di specialisti ed esperti, negli incontri formativi previsti.
Attività Ob. 3.: Organizzazione di 5 incontri formativi su temi di interesse comune espressi dalle famiglie attraverso la rilevazione dei bisogni o emergenti dagli incontri del “gruppo di “confronto”. In particolare saranno affrontati i seguenti temi: 1. Analisi e discussione dei bisogni e delle aspettative dei genitori con figli disabili in età evolutiva; 2: quadro dei diritti esigibili nel sistema giuridico attuale; 3.: rete dei servizi territoriali di sostegno alla disabilità infantile e alla famiglia;  4:Scuola e famiglia: come attivare sinergie per migliorare le azioni educative e di cura dentro e fuori dalla famiglia; 5.: ruolo genitoriale nella promozione di progetti sperimentali rivolti ai minori con disabilità.
Attivtà Ob.4.:Sostegno emotivo/psicologico familiare gestito da uno psicologo. Il servizio sarà attivo un giorno alla settimana, durante l’apertura dello sportello.
Attività Ob.5.:Produzione di una brochure informativa che verrà distribuita  e presentata alle agenzie educative, ai medici pediatri e ai servizi territoriali.